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martedì 2 settembre 2014

Si alza il vento


Tra il 13 e il 16 settembre verrà proiettato nei cinema italiani Si alza il vento l'ultimo film di animazione di Hayao Miyazaki. Non so perché si è deciso di dedicare solo pochi giorni alla proiezione di questo film, io comunque consiglio di prenotare il biglietto e di andare assolutamente a vederlo per due motivi. Primo, chi non conosce i film d'animazione di Hayao Miyazaki non potrà che rimanere affascinato e rapito dalla poesia che le sue immagini e le sue storie trasmettono; secondo, chi invece già conosce il maestro non deve rinunciare alla possibilità di vedere ancora un'ultima volta sul grande schermo una sua storia, purtroppo infatti Miyazaki ha annunciato il ritiro dalle attività cinematografiche.

Per chi non conosce Miyazaki un percorso interessante penso possa essere iniziare con Il mio vicino Totoro o Kiki - Consegne a domicilio per poi proseguire con La città incantata o Il castello errante di Howl e poi Nausicaä della Valle del vento o Principessa Mononoke.  

giovedì 5 giugno 2014

Alabama Monroe - Una storia d'amore


Alabama Monroe è un film bellissimo, che lascia il segno.

A me è piaciuto ma capisco che possa urtare la sensibilità di molti di noi. La storia è nuda e cruda e se vogliamo il tema banale, tramite sbalzi temporali racconta la vita di una coppia, il loro innamoramento, la gravidanza e la creazione di una famiglia, la malattia incurabile della figlia e un epilogo tragico dove l’amore vince su tutto.

Ed è proprio il modo diverso di raccontare l’amore vero che mi ha conquistato. Quando si pensa all'amore tra due persone si pensa che queste vivano felici e unite per sempre, ma nella vita reale questo capita raramente perché l'amore vince su tutto ma la sua vittoria non è quella che noi diamo per scontato, ossia il lieto fine.

Nel film i due protagonisti si amano davvero, non c’è dubbio, eppure l’affrontare il dolore più grande della vita, la perdita dell’unica figlia, li dividerà.

Tolstoj scriveva nel libro Anna Karenina: “Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo.” Aveva ragione, il dolore è strettamente personale, ognuno lo affronta a modo suo, nessuno può salvarti, stanarti, liberarti.

Ognuno soffre a modo suo, ma l’amore non per questo muore, rimane, ma non può svelarsi in modo percepibile all'amato fino a quando il dolore non verrà affrontato e superato.

A volte, come nel film, il dolore sembra vincere, ma la nostra è una visione terrena del sentimento, l’amore in realtà vince in una dimensione altra da noi, extracorporea, oserei dire spirituale.

L'amore di Alabama per Monroe smette di essere visibile solo in questa vita, in questo tempo. Ma c'è e ci sarà sempre nonostante il suo grande e insuperabile dolore.

La colonna sonora è un vero capolavoro, la melodia e i testi accompagnano con dolcezza e delicatezza le fasi della storia in modo commovente e convincente.

If I needed you would you come to me, 
Would you come to me, and ease my pain?
 If you needed me 
I would come to you
 I'd swim the seas for to ease your pain

(cd The Broken Circle Breakdown - canzone scritta da Townes Van Zandt)

giovedì 6 marzo 2014

La grande bellezza?

Roma è bella. E’ una grande bellezza. Ma il film di Paolo Sorrentino non dà certo spazio alla bellezza della città eterna, piuttosto si occupa di citazioni di memoria felliniana e infarcisce dialoghi e atmosfere dei soliti clichè che tanto piacciono agli stranieri, meno credo a parte di noi italiani. Basta con questi italiani malinconici che passano da una festa ad un’altra con atteggiamenti di tedio e apatia.

Generalmente fa sempre piacere portare a casa un risultato internazionale che riguarda tutti noi italiani. In questo caso l’Oscar ricevuto forse non per tutti è stato un piacevole riconoscimento, almeno per me.

Avrei voluto che la nostra immagine esportata una volta tanto coincidesse con quella reale, dell’Italia di oggi, della Roma di oggi. Se da sempre Roma accoglie nel suo ventre stranieri e italiani ha comunque mantenuto fino a qualche decennio fa la sua personalità, le sue caratteristiche intrinseche, poi forse è cresciuta troppo e si è un po' “annacquata”. Difficile riconoscere oggi i tratti della romanità per chi non è cresciuto in questa città, se poi le tue radici non sono romane forse ancora più difficile scorgere le differenze tra ieri e oggi nei rapporti tra le persone che la vivono e di come è cambiato il modo di vivere la sua architettura. Ma nonostante i cambiamenti Roma c’è, è qui, per tutti quelli che hanno la fortuna di comprenderla davvero.

Io personalmente non ho amato il film anche per come è stata trattata Roma, una cartolina, una scenografia fissa, un poster. Roma è altro.

La sua bellezza superficiale, visibile a tutti, è anche nel Colosseo, nelle statue e nei palazzi antichi, nei giardini storici, ma per favore non diamo sempre solo questa immagine banale e scontata di una città che ogni giorno offre molto ma molto di più. L’ascolto, la comprensione della realtà che ci circonda è un esercizio di stile per alcuni difficile per molti impossibile.

lunedì 26 marzo 2012

Questo è un paese per vecchi (maschi) / 1


 
Nomi  in evidenza nella locandina:
Lino Banfi 1936
Maurizio Mattioli 1950
Christian De Sica 1951
Diego Abatantuono 1955
Vincenzo Salemme 1957
Teresa Mannino 1970

Nomi in secondo piano:
Tosca D'Aquino 1966
Gabriele Cirilli 1967
Paolo Conticini 1969
Chiara Francini 1979

Le date ovviamente si riferiscono all'anno di nascita di ciascun attore.

lunedì 30 maggio 2011

The tree of life: ridatemi i soldi!!!!

Ma non bastavano i capolavori "2001: Odissea nello spazio" di Kubrick (1968) e "Fantasia" della Disney (1940)?
Questi film oltre alla poesia, all'emozione dei suoni e delle immagini, hanno cercato di suscitare nello spettatore in modo onesto, autentico e originale le domande che da sempre noi tutti ci poniamo: da dove veniamo? Dove andiamo? Esiste un'entità superiore?

Il film "The tree of life" forse non l'ho capito, ma l'ho trovato noioso, triste e fine a se stesso, oltretutto nei pochi momenti di recitazione frasi fatte come "volere è potere", "le persone buone non combinano mai niente", "se non ami, la tua vita passerà in un lampo", mi sono sembrate banali e allo stesso tempo volutamente accattivanti.

Un film che mi ha lasciato un senso di angoscia, dove tutto sembra già essere predeterminato e nessuno può sfuggire al suo destino, niente ti può salvare. Perchè anche chi sceglie la via della grazia, in fondo subisce la vita.
Una visione di un mondo cupo, chiuso, senza scopo, dove anche la presenza di un'eventuale spiritualità, mai rilevata ma continuamente indagata, sarebbe incarnata da un Dio severo e poco caritatevole, simile a quello cristiano del Vecchio Testamento.

Un  film molto americano nella sua essenza, che nel periodo di massimo splendore della New Age avrebbe avuto lo stesso successo che all'epoca ebbe il libro "La profezia di Celestino".
Forse è in arrivo un nuovo movimento culturale?

In sostanza: fumo negli occhi, pugno gratuito allo stomaco, autocompiacenza...per favore, ridatemi i soldi.

lunedì 26 ottobre 2009

"Gloss: cambiare si può" film di transizione

Proprio in questi giorni in cui la parola trans ricorre e si rincorre su tutti i mass media, ho visto un film molto interessante e per giunta italiano, normalmente il cinema italiano mi delude con storie e recitazioni di serie b.

Questo film del 2009 si chiama "Gloss - Cambiare si può" di Valentina Brandolini, racconta la storia di una trans, Alex, del suo percorso verso il cambiamento definitivo di sesso, che la porta ad affrontare il suo passato e qundi ad accettare una parte di se stessa che per tanto tempo aveva rimosso: quella maschile.
Un film che mi è piaciuto sia per la scelta della scenografia, delle inquadrature, dei costumi e della bravura degli attori, ma soprattutto per la sceneggiatura, mai banale.

Con delicatezza e in modo approfondito viene affrontato il tema della transessualità, che s'innesta nella tematica più ampia della difficoltà oggi di accertarsi per quello che si è in un mondo fatto d'immagine.
La storia di Alex quindi è la storia di tutti noi.

Un film che non è stato pubblicizzato quanto merita, un film difficile forse per una società dove gli individui si nascondono troppo spesso ancora dietro atteggiamenti sessuali tradizionali invece di vivere alla luce del sole la propria identità/sessualità, senza vergogna, nella piena accettazione di se stessi.